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	<title>www.initlabor.it &#187; CANTIERE</title>
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	<description>Cultura musicale e informatica umanistica  - Controeducazione</description>
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		<title>mac-musica-scuola</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2014 14:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mac, la musica, la scuola &#8211; intervista a MacWorld &#8211; Giugno 2004 scaricalo qui: jmp-intervista-macwolrd-giugno04]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Il Mac, la musica, la scuola &#8211; intervista a MacWorld &#8211; Giugno 2004</strong></span></h3>
<p style="text-align: center;"><strong>scaricalo qui: <a href="http://www.initlabor.it/wp-content/uploads/2014/05/jmp-intervista-macwolrd-giugno041.pdf">jmp-intervista-macwolrd-giugno04</a></strong></p>
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		<title>documentazione-ufficiale</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2012 08:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco quanto avevo scritto al Ministro e al Consiglio Accademico e ai colleghi del Conservatorio: Cortesi colleghi, mi sono sentito in dovere di tacere fino al termine dei lavori della &#8220;Commissione disciplinare&#8221; per non rischiare di interferire con la serenità ed obbiettività del suo lavoro. Ieri, a scuola, molti colleghi mi abbracciavano e dicevano &#8220;Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Ecco quanto avevo scritto al Ministro e al Consiglio Accademico e ai colleghi del Conservatorio:</strong></span></p>
<p>Cortesi colleghi,<br />
mi sono sentito in dovere di tacere fino al termine dei lavori della &#8220;Commissione disciplinare&#8221; per non rischiare di interferire con la serenità ed obbiettività del suo lavoro.</p>
<p>Ieri, a scuola, molti colleghi mi abbracciavano e dicevano &#8220;Non abbiamo capito cosa sia successo, ma ti vogliamo bene&#8221; &#8211; eccomi a spiegarlo a tutti!</p>
<p>Quello che vi voglio dire io è che sono sinceramente molto dispiaciuto e profondamente amareggiato che il Conservatorio, senza però che io lo abbia<br />
in alcun modo citato, sia stato coinvolto in questa storia da incubo, sulla quale ci sarà molto da riflettere.</p>
<p>Diciamo che quella &#8216;chat&#8217; è stata, su argomenti delicatissimi e sensibili, una miscela esplosiva di provocazioni, fraintendimenti, insulti, affermazioni da spiegare, riferimenti a cose diverse equivocati, senza escludere gli stati d&#8217;animo dei partecipanti e le rispettive culture e psicologie, al mezzo digitale utilizzato, al di là dei contenuti, ma che lì avrebbe dovuto nascere e morire come succede normalmente ai cosiddetti &#8216;flame&#8217;. E&#8217; stata utilizzata con un copincolla decontestualizzato e sparata in Rete da “fonte autorevole”.<br />
Nella lettera ufficiale incollata sotto spiego il seguito.</p>
<p>La mia riflessione principale, ad oggi, è che spesso sono stato eccessivamente provocatorio (vedi alla voce Cattelan) e col carattere impulsivo che molti di voi conoscono, ma soprattutto poco vigile (proprio io 56enne che con Internet ci lavoro&#8230;).</p>
<p>Per fortuna Mediaset, con Domenica 5 del 3 ottobre (dove mi son già dato del &#8216;pirla&#8217; da solo), mi ha offerto l&#8217;opportunità di di spiegare l&#8217;accaduto ad una vastissima platea, (mentre i giornali mi hanno messo in bocca, anche in virgolettati, cose MAI dette) e alla fine del mio intervento ho anche avuto l&#8217;oportunità di dichiarare che il<br />
Conservatorio aprirà uno &#8220;sportello disabili&#8221; e che io mi offrirò come volontario. Disponibilità che avevo già dato al Presidente nel mentre mi informava di questa iniziativa.<br />
Qui il link (necessario scaricare e installare apposito plugin)<br />
<span> &lt;<a class="smarterwiki-linkify" href="http://www.video.mediaset.it/video/domenica_5/full/184322/domenica-3-ottobre.html">http://www.video.mediaset.it/video/domenica_5/full/184322/domenica-3-ottobre.html</a>&gt;</span></p>
<p>In attesa della doverosa ispezione ministeriale non mi sento di dire altro, se non di ripetervi il mio più profondo rammarico e incollarvi la lettera che ho fatto inviare dal mio avvocato, nel mentre vi prometto solennemente che d&#8217;ora in poi su Facebook mi limiterò a condividere musiche, filmati, e cosette divertenti&#8230;</p>
<p>Ecco la lettera preannunciata:</p>
<p>***<br />
Si è rivolto al nostro studio il Maestro Joanne Maria Pini, che legge Cc, per vedere tutelata la propria immagine e onorabilità e per chiarire la propria posizione nei confronti del Conservatorio di Milano.<br />
A tal fine il Maestro ha redatto la lettera il cui testo riportiamo qui di seguito, con preghiera di inoltrarla agli indirizzi di posta elettronica del Ministro Gelmini e del dott. Bruno Civello (indirizzi a noi sconosciuti).<br />
Distinti saluti.<br />
Avv. Francesco Laruffa</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Al Presidente Arnoldo Mosca Mondadori</span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"> Al Direttore Bruno Zanolini</span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"> Al Consiglio Accademico</span></strong></p>
<p>P.c.<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>al Ministro Gelmini</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> e al dott. Bruno Civello</strong></span></p>
<p>Cari tutti,<br />
mi spiace sinceramente per quello che è successo, ma è l¹esatto equivalente dello “sbattere il mostro in prima pagina” coinvolgendo anche il Conservatorio e, oltretutto, andando ad offendere in modo pesante persone che soffrono, in modo del tutto indipendente dalla mia volontà e dal mio pensiero autentico.</p>
<p>Innanzitto desidero porgere le mie più sentite scuse alle persone che si sono sentite giustamente offese nel loro dolore da parole che non sono state altro che una provocazione, senza dubbio di pessimo gusto, all¹interno di una discussione su Facebook (l&#8217;equivalente di quattro amici al bar), prima delle quali ero stato pesantemente insultato e aggredito per il solo fatto di aver espresso un dubbio ad una richiesta di firmare, in modo del tutto “automatico”, una nota avverso l&#8217;operato di un Assessore, senza una conoscenza esatta dell&#8217;accaduto.</p>
<p>Sono stato eccessivamente provocatorio? Certamente si. Ma quelle parole, nate dopo una serie di insulti e aggressioni, avrebbero dovuto avere una fine diversa: nascere e finire su quella bacheca.<br />
Ho anche tentato di esprimere “cose serie” ma, nella velocità della situazione, assai malamente, prestando il fianco ad interpretazioni malevole.<br />
Ho sbagliato: la sintesi l&#8217;ha fatta bene mia figlia ieri: &#8220;Papà, ti sei comportato da deficiente, proprio mentre dici a me di stare attenta ai social network&#8230;”.</p>
<p>Allego l&#8217;intera discussione perché ognuno dei destinatari di questa mia si renda conto da sé, sottolineando che, comunque, certe frasi andrebbero spiegate per comprendere esatamente cosa dico e quali siano i riferimenti.</p>
<p>La vera notizia, secondo me, è che un giornalista professionista &#8211; e per questo fatto ben consapevole delle conseguenze – mi abbia sottoposto ad un vero e proprio linciaggio (esponendomi anche a violente minacce e insulti) senza prima avermi chiesto “Scusi maestro, ma ho capito bene? dice sul serio? Scherza? Mi specifica meglio il suo pensiero? Cosa intende esattamente quando qui scrive che&#8230;”</p>
<p>No, il giornalista in questione, ben consapevole del mezzo che sta utilizzando, ossia la Rete, che diffonde e rilancia qualsiasi cosa, senza alcuna verifica, e alla velocità della luce, all&#8217;interno della “Società dello Spettacolo”, ricontestualizza e monta con un copia-incolla nel suo Blog le mie parole, dopo avermi attaccato sul piano personale, dopo aver cercato in rete che lavoro faccio, dove insegno, per chiedere di inviare al mio direttore e al ministro la richiesta di mie dimissioni.</p>
<p>Un feroce ed ingiusto attacco personale nel quale ha coinvolto la mia Istituzione: da notare che io avevo detto solo di essere “un insegnante”, senza aggiungere altro: non avevo certo parlato da docente del Conservatorio di Milano.</p>
<p>Il giornalista in questione è andato a “verificare” chi fossi.</p>
<p>Qualcuno ha chiesto di cancellare la pagina che mi riguarda di Wikipedia e ha infine posto sotto i riflettori il glorioso e antico Conservatorio Verdi di Milano, che nulla c&#8217;entrava.</p>
<p>A tal punto siamo arrivati in questo paese? Ossia che quattro chiacchiere al bar vengano utilizzate in questo modo? Altra cosa sarebbe stata se io mi fossi espresso in una sede ufficiale, e magari a nome del Conservatorio.<br />
Mentre, lo ribadisco, erano quatto chiacchiere sbagliate ed esageratamente provocatorie all&#8217;interno di una situazione “privata”.</p>
<p>Sono davvero angosciato e rattristato, sconcertato ma anche molto, molto arrabbiato!</p>
<p>Ben venga quindi l&#8217;ispezione disposta dal Ministro, la quale sono certo ci darà la possibilità di chiarire tutto.</p>
<p>Da ultimo, ho due colleghi di materia disabili, che sono certo potranno “testimoniare” a mio favore. Sono certo che saranno così leali da dire la loro, in maniera ufficiale e pubblica, non solo sul mio operato, ma su come il Conservatorio tratta i disabili e cosa fa per loro.</p>
<p>Così come spero che l&#8217;Istituzione nella quale ho l&#8217;onore di prestare servizio e le persone che mi conoscono da una vita intera, possano comprendere quantomeno la mia buona fede e quanto fosse lontana dalle mie intenzione anche solo l&#8217;idea di offendere persone sofferenti e scalfire minimamente l&#8217;immagine del prestigioso Conservatorio di Milano.</p>
<p>Nel rinnovare le mie scuse e nel ringraziarVi per l&#8217;attenzione, Vi saluto cordialmente.</p>
<p>Joanne Maria Pini<br />
***</p>
<p>Al momento,  non ho purtroppo sottomano la <strong><span style="color: #ff0000;">Relazione della Commissione disciplinare</span></strong> &#8211; <em><span style="color: #ff0000;">naturalmente positiva nei miei confronti</span></em> &#8211; così come la <span style="color: #ff0000;"><strong>Comunicazione ufficiale da parte del Dott. Civello</strong></span> che &#8220;chiudeva&#8221; l&#8217;incubo orrendo, dopo che l&#8217;ineffabile e mai dimenticata ministra Gelmini si era resa conto della Verità, nel porre il silenziatore alle sue baldanze iniziali. Scaricatela! <a href="http://www.initlabor.it/wp-content/uploads/2012/10/jmp-commissione-disciplina-ufficiale.pdf">jmp-commissione-disciplina-ufficiale</a><br />
Appena possibile, pubblicherò in Rete una documentazione completa, e comprensiva anche delle &#8220;Interrogazioni Parlamentari&#8221; che mi son &#8220;beccato&#8221;, da parte di chi temeva solo di perdere voti personali&#8230;<br />
Intanto, poi, in Depressione ci sono finito io, ma il lato positivo è stata una svolta totale nella mia Vita, come anche di aver verificato quali siano gli Amici Veri e Sinceri, che ho avuto accanto con commovente partecipazione alle mie vicende.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Dall&#8217;Italia, potendolo, non si può che scappare&#8230;</strong></span></p>
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		<title>chi sono</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 15:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le novità si ottengono arrangiando in maniera inedita le cose del passato&#8221; Jacques Monod «Il futuro ha un cuore antico, e avviare un nuovo rapporto culturale col remoto passato salda una nuova unità spirituale fra noi e i popoli scomparsi che, come astri spenti, continuano a irradiare il lucente messaggio che giunge sino a noi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">&#8220;Le novità si ottengono arrangiando in maniera inedita le cose del passato&#8221;</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Jacques Monod</span></h3>
<blockquote>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ff0000;">«Il futuro ha un cuore antico, e avviare un nuovo rapporto culturale col remoto passato</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> salda una nuova unità spirituale fra noi e i popoli scomparsi che, come astri spenti,</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> continuano a irradiare il lucente messaggio che giunge sino a noi.</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> A essi mancò il dovuto riconoscimento di essere stati alle origini operanti</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> sugli avvenimenti dei nostri destini».</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Giovanni Semerano</span></p>
</blockquote>
<p>Per un musicista il solo concetto di &#8220;professionalità&#8221; [ossia l'essere utili ad un "sistema"] non è soltanto limitante, ma anche fuorviante, se solo lo si confrontasse col significato &#8211; consueto ede antico anche per un musicista &#8211; di Maestria, che contiene radici profonde di consapevolezza e di identità, ma anche di Maestria, in senso tradizionale, nei confronti del proprio Essere e della propria Anima, oltre lo specifico tecnico.</p>
<p>Per questo desidero mettere a disposizione di chi li voglia e sappia cogliere strumenti di consapevolezza, e di porre, di questi, semi nella grande Rete, perché possano radicare su terreni fertili, oltre l&#8217;hortus conclusus del mio lavoro.</p>
<p><a href="http://digilander.libero.it/initlabor/jmp-initlabor2003-presentazione/jmp-curriculum-txt.html">Chi desiderasse leggere il mio curriculum [non troppo aggiornato, a dire il vero...], lo può leggere al vecchio sito, qui.</a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Quando insegni, insegna allo stesso tempo a dubitare di ciò che insegni.<br />
(Ortega y Gasset)</p>
</blockquote>
<p class="”citazione”">Joanne Maria Pini &#8211; chi sono &#8211; 31 ottobre 2006.</p>
<h3><span style="color: #ff0000;">Note sulla mia specifica attività &#8211; settembre 2012</span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">jmp &#8211; Curriculum “mirato”</span></h3>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Note in merito alla mia specifica attività:</span></strong><br />
Ho ottenuto la Maturità Classica, ho frequentato Lettere Moderne per due anni, ma non ce l’ho fatta a proseguire, dovendo lavorare per mantenermi, parallelamente agli studii in Conservatorio, dove ho conseguito il Diploma di Composizione, di Strumentazione per Banda e quello di  Composizione Musicale Elettronica, sotto la guida di quello che considero il mio vero Maestro, <a title="Angelo Paccagnini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Paccagnini" target="_blank">Angelo Paccagnini</a>, e frequentando per la parte pratica il mitico <a href="http://www.aimi-musica.org/node/20">Studio di Fonologia della RAI</a> (fondato da Maderna, Nono e Berio): da quegli anni proviene l’interesse e rapporto delle Scienze Umanistiche con le Tecnologie, utilizzate sempre consapevolmente e criticamente.<br />
Dal 1990 l’interesse per l’Informatica, dal 1999 per la Internet, tanto che ho fatto parte del gruppo “no1984.org” e poi tra i Soci fondatori del Partito Pirata Italiano, il secondo dopo quello svedese.<br />
Nel 2006 ho usufruito di un Anno Sabbatico, durante il quale ho affrontato lo specifico dell’Informatica Umanistica, la cui sintesi si trova all’indirizzo:<br />
<a title="http://www.initlabor.net/cantiere/jmp-ium.html" href="http://www.initlabor.net/cantiere/jmp-ium.html">http://www.initlabor.net/cantiere/jmp-ium.html</a><br />
Nel 2008 e 2009 sono stato Responsabile per le Tecnologie digitali del Conservatorio di Milano, e ho avuto l’onore di esser chiamato a far parte del Comitato di Programma di un Convegno del GARR – <a title="http://www.garr.it/" href="http://www.garr.it/">http://www.garr.it/</a><br />
GARR è la rete telematica italiana dell’Università e della Ricerca ed il suo principale obiettivo è quello di fornire connettività ad altissime prestazioni e servizi avanzati alla comunità scientifica ed accademica italiana. La rete GARR è ideata e gestita dal Consortium GARR, un’associazione senza fini di lucro fondata con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.<br />
<a title="http://www.garr.it/eventiGARR/conf09/comitati.html" href="http://www.garr.it/eventiGARR/conf09/comitati.html">http://www.garr.it/eventiGARR/conf09/comitati.html</a><br />
Network Humanitatis &#8211; Linguaggi, risorse, persone<br />
30 settembre &#8211; 02 ottobre 2009<br />
Università degli Studi di Napoli Federico II Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo via Cinthia 26, Napoli<br />
<span style="color: #ff0000;">(CONDIVISIONE DEI CONTENUTI &#8211; Sessione 2 &#8211; Moderatore: Joanne Maria Pini)</span><br />
Linguaggi<br />
La rete con i suoi servizi sempre più numerosi ed avanzati rappresenta una piattaforma non solo per l’innovazione tecnologica, ma anche per esprimere molteplici linguaggi, per studiare, lavorare, comunicare e collaborare con il vicino come con il resto del mondo.<br />
Risorse<br />
La conferenza vuole dare voce all’esperienza delle varie comunità di utenti provenienti da ogni disciplina e mostrare gli usi innovativi che esse fanno della rete. Si parlerà di digitalizzazione ed accesso ad archivi e contenuti, e-learning, web-TV e radio, editoria digitale, visual communication applications, VoIP, telemedicina, mobilità, distributed computing.<br />
Persone<br />
L’utente non è più un semplice “ascoltatore” o “consultatore”, ma di volta in volta fruitore e autore di contenuti attraverso tutte le possibilità offerte dalla multimedialità e dall’interattività. Si parlerà del social networking e del suo impatto nel mondo della ricerca e della didattica, delle tecnologie e delle politiche di accesso alle informazioni in rete.<br />
Comitato di programma:<br />
Claudio Allocchio (GARR) &#8211; Giuseppe Barbieri (Università degli Studi di Venezia Ca’ Foscari) &#8211; Rosalba Belibani (Università degli Studi di Roma La Sapienza) &#8211; Laura Leone (GARR) &#8211; Marco Marletta (GARR) &#8211; Leonardo Merola (Università degli Studi di Napoli Federico II &#8211; INFN) &#8211; Laura Moltedo (CNR) &#8211; Francesco Palmieri (Università degli Studi di Napoli Federico II) &#8211; Gabriella Paolini (GARR) &#8211; <span style="color: #ff0000;">Joanne Maria Pini (Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano)</span> &#8211; Mario Reale (GARR) &#8211; Federica Tanlongo (GARR) &#8211; Sabrina Tomassini (GARR)</p>
<p>Sono stato proposto e accettato come Socio di ISOC Italia<br />
<a title="http://www.isoc.it/elenco-soci-isoc-italia-2012.html" href="http://www.isoc.it/elenco-soci-isoc-italia-2012.html">http://www.isoc.it/elenco-soci-isoc-italia-2012.html</a><br />
Missione<br />
Società Internet &#8211; ISOC Italia è una associazione senza fini di lucro le cui ragioni sociali sono:<br />
1. Condividere ed osservare i principi della Internet Society e perseguirne la missione e gli scopi.<br />
2. Agire principalmente nell’ambito italiano al fine di promuovere la conoscenza, l’uso e lo sviluppo tecnologico, culturale, sociale ed economico di Internet.<br />
3. Collaborare con le altre sezioni della Internet Society nel perseguire gli scopi comuni e in particolare con le sezioni europee nell’ambito del processo di integrazione europea.<br />
4. Difendere il diritto di accesso a Internet di ogni persona, associazione, o entità sociale opponendosi ad ogni forma di discriminazione all’uso e nella gestione di Internet.<br />
5. Farsi portavoce degli interessi e delle esigenze degli utenti italiani di Internet presso la comunità Internet internazionale e promuovere l&#8217;uso della lingua Italiana in Internet.<br />
6. Favorire e aiutare la partecipazione di esperti italiani al processo di sviluppo dei protocolli e degli standard di Internet, secondo le forme e le modalità consensualmente decise dalla comunità Internet internazionale.<br />
7. Agire affinché istituzioni pubbliche, società private e ogni altra entità o organizzazione italiana o della Comunità Europea rispettino e  favoriscano l&#8217;autonomia e l&#8217;autogoverno della comunità Internet.</p>
<p>In questa fase della mia vita, la mia &#8220;missione&#8221; è &#8220;trasmettere&#8221; e &#8220;aprire le menti&#8221;. Non è superbia, ma &#8220;Consapevolezza&#8221;.<br />
____________________________<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>jmp &#8211; Curriculum “altro”:</strong></span></p>
<p>Sono nato nella Natura &#8211; Madre e Medicina &#8211; in Valsolda, Lago di Lugano, il 4 dicembre 1953 &#8211; sotto il segno del Sagittario, che è come dire Conoscenza e Giustizia.<br />
Sono sempre stato un &#8216;curioso&#8217; e ho sempre smontato i giocattoli per vedere come funzionavano; non ho ancora smesso, anche se gli &#8216;oggetti&#8217; della mia attenzione sono via via cambiati.<br />
Sono ora in quella fase della Vita nella quale si deve &#8220;preparare la propria Morte&#8221; &#8211; con il &#8220;distacco&#8221; e l&#8217;attitudine mentale di un Sannyasin.<br />
In Conservatorio ho sempre avuto come fine il bene degli Studenti, e la cosa non è così scontata.<br />
Dalla Primavera 2011 ho cominciato a studiare sistematicamente le cose della Psicologia e dell&#8217;Anima, Jung, Hillman, Risè e ripresi i miei antichi studi in tema di Esoterismo, che significa anche andare alle &#8220;Radici ultime&#8221; delle cose&#8230;</p>
<p>Se qualche &#8216;curioso&#8217; digiterà il mio nome in Google, assieme a &#8220;Rupe Tarpea&#8221;, si imbatterà in una orribile e paradossale vicenda, una vera e propria trappola, nella quale mie parole sono state del tutto travisate da un pennivendolo dalla poca deontologia professionale, ad essere generosi, e il risultato è stato equivalente allo &#8220;Sbatti il mostro in prima pagina&#8221; &#8211; ma che in fondo mi ha mandato la Provvidenza per darmi la forza di togliere dalla mia vita tutte le cose che non andavano.<br />
Prima o poi penso che ci scriverò un libro, per quanto può insegnare, qui <a title="Una paradossale dolorosissima storia..." href="http://www.initlabor.it/documentazione-ufficiale/" target="_blank">qualche documentazione ufficiale in merito</a>.<br />
Ora sto costruendomi una vita tutta nuova&#8230;</p>
<p>Qui potete trovare un<strong> <a title="mio vecchio curriculum" href="http://digilander.libero.it/initlabor/jmp-initlabor2003-presentazione/jmp-curriculum-txt.html">mio vecchio curriculum</a></strong> &#8211; che <em>linko</em> perchè redatto come &#8216;Esercizio in stile internettiano&#8217;<br />
<span> <a class="smarterwiki-linkify" href="http://digilander.libero.it/initlabor/jmp-initlabor2003-presentazione/jmp-curriculum-txt.html">http://digilander.libero.it/initlabor/jmp-initlabor2003-presentazione/jmp-curriculum-txt.html</a></span></p>
<p>Qui &#8220;<strong><a title="initlabor perché" href="http://www.initlabor.it/initlabor-perche/">initlabor perchè</a></strong>&#8221; &#8211; maggio 2006</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Anno Accademico 2013-2014</title>
		<link>http://www.initlabor.it/anno-accademico-2013-2014/</link>
		<comments>http://www.initlabor.it/anno-accademico-2013-2014/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 14:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatorio Verdi Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica Umanistico Musicale]]></category>
		<category><![CDATA[Joanne Maria Pini]]></category>
		<category><![CDATA[teoria e analisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Attenzione! Comunico che per l&#8217;Anno Accademico 2012-2012 le lezioni si terranno solo il Giovedì, dalle ore 13.30 alle 19.30  &#8211; Aula 114. Debiti formativi per gli alunni di TDS. SEMPRE CHE IO NON SIA RIUSCITO A SCAPPARE IN PATAGONIA Il Programma del Corso prevede lo studio approfondito e aggiornato alle Conoscenze odierne della Teoria Musicale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">Attenzione!</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Comunico che per l&#8217;Anno Accademico 2012-2012 le lezioni si terranno solo il Giovedì, dalle ore 13.30 alle 19.30  &#8211; Aula 114. Debiti formativi per gli alunni di TDS.<br />
</strong></span></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">SEMPRE CHE IO NON SIA RIUSCITO A SCAPPARE IN PATAGONIA <img src='http://www.initlabor.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </span></h1>
<p>Il Programma del Corso prevede lo studio approfondito e aggiornato alle Conoscenze odierne della Teoria Musicale, lo studio e  l&#8217;utilizzo dei mezzi dell<a title="I.U.M." href="http://www.initlabor.it/informatica-umanistico-musicale-ium/" target="_blank">&#8216;Informatica Umanistico Musicale</a> mediante la realizzazione di Tesi e Tesine, nonchè il Tutoraggio Tesi di alunni frequentanti altre Classi.</p>
<p>A breve elenco definitivo dei Libri di Testo.<br />
Un primo elenco è qui: <a title="Libri adottati" href="http://www.initlabor.it/libri-adottati/" target="_blank">http://www.initlabor.it/libri-adottati/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>initlabor-perché</title>
		<link>http://www.initlabor.it/initlabor-perche/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 12:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>

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		<description><![CDATA[initlabor: perché 6 maggio 2006 &#8220;La cultura: ribelle, ingestibile&#8221;: è Zygmunt Bauman che così titola un capitolo del suo &#8220;Vita liquida&#8221;, e non può essere che così. Ma quale cultura? Quella ufficiale? Quella accademica? No, la Cultura &#8216;vera&#8217;, quella che è fatto personale e fatto collettivo, che crea una comunità e un linguaggio, quella che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>initlabor: perché</h3>
<p>6 maggio 2006</p>
<p>&#8220;La cultura: ribelle, ingestibile&#8221;:<br />
è Zygmunt Bauman che così titola un capitolo del suo &#8220;Vita liquida&#8221;, e non può essere che così.<br />
Ma quale cultura? Quella ufficiale? Quella accademica?<br />
No, la Cultura &#8216;vera&#8217;, quella che è fatto personale e fatto collettivo, che crea una comunità e un linguaggio, quella che è la metabolizzazione, sulla propria base genetica, di quello che si apprende. E che non è solo erudizione: la Conoscenza è altra cosa.<br />
Esiste, da sempre, una cultura &#8216;altra&#8217;, parallela, che si sostanzia con le verità ultime, con quella che sovente è definita &#8216;eresia&#8217; [quante persone al rogo, un tempo? quante marginalizzate oggi, nell'epoca del soft-power?] e che prende le mosse da un inesausto desiderio di Conoscenza. Che non può essere anch&#8217;essa che ribelle al politicamente corretto.<br />
La Conoscenza è un fatto strettamente personale, non la si può comunicare, spesso ha come compagno l&#8217;inconoscibile e l&#8217;ineffabile. Cose solitamente occultate dalla mentalità &#8216;moderna&#8217;.<br />
Compagna della Conoscenza è la Sapienza (e il Sacro che tratteremo in apposite pagine).</p>
<p>Mentre scrivo queste righe, mio padre sta morendo.<br />
Anche lui, come tutti, era impastato di splendore e miseria, e le riflessioni consuete diventano più &#8216;vive&#8217;, quelle sul senso della vita, quindi anche della propria opera, del proprio dovere. E-learning? E cos&#8217;è? Ma andiamo: vogliamo proprio occuparci della versione tecnologicamente aggiornata delle vecchie &#8211; e classiste &#8211; &#8220;scuole per corrispondenza&#8221;?<br />
Meglio occuparsi di Musica e riti, di musica e morte, e del silenzio!<br />
Lettera di Mozart al padre:</p>
<blockquote><p>&#8220;Poiché la morte (a ben guardare) è l&#8217;ultimo vero fin della nostra vita, da qualche tempo sono entrato in tanta familiarità con quest&#8217;amica sincera e carissima dell&#8217;uomo, che la sua immagine non solo non ha per me più nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante!<br />
E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di avere l&#8217;opportunità (lei mi capisce!) di riconoscere in essa la chiave della nostra vera felicità. Non vado mai a letto senza pensare che (per quanto giovane io sia) l&#8217;indomani forse non ci sarò più.<br />
Eppure nessuno fra tutti coloro che mi conoscono potrà dire che in compagnia io sia triste o di cattivo umore. E di questa fortuna ringrazio ogni giorno il mio creatore e l&#8217;auguro di tutto cuore ad ognuno dei miei simili. W.A.Mozart &#8211; Vienna 4 aprile 1787</p></blockquote>
<p>Quale è il mio &#8216;dovere&#8217;, in questo punto della mia vita?<br />
La convinzione che ora il mio compito sia di &#8220;<strong>Radunare ciò ch&#8217;è sparso</strong>&#8220;, e con questo di tramandare, di spargere semi affinché trovino terreno fertile, germinino, crescano e producano a loro volta frutti.<br />
In questo la Rete è un validissimo strumento, e a costo zero, se non quello della dedizione e del lavoro necessario: non costi editoriali, censure, &#8216;mercato&#8217; e quanto altro.<br />
Nella libertà, naturalmente, insostituibile compagna e della cultura e della conoscenza.<br />
<strong>Quale il metodo della Conoscenza?</strong></p>
<blockquote><p>“Infine, ciò che si deve raccomandare è ricordare più spesso è che la diligenza degli uomini in ogni indagine e in ogni raccolta di storia naturale dovrà d’ora in poi certamente mutare, per volgersi nella direzione contraria di quella seguita finora. L’operosità degli uomini, infatti, è stata mossa da una grande curiosità nel notare la varietà delle cose e nello spiegare accuratamente le differenze fra gli animali, le erbe e i fossili [...] Cose di questo genere procurano certamente diletto e servono talvolta anche nella pratica, ma poco o nulla a penetrare nella natura. Per questo si deve rivolgere tutta la nostra opera a ricercare e a rilevare le somiglianze e le analogie fra le cose, sia nella loro totalità che nelle loro parti. Esse sono infatti ciò che unisce la natura e cominciano a costituire le scienze.”<br />
[Francesco Bacone – La Grande Instaurazione;<br />
Parte seconda, Novum Organum - citato da Chailley]</p></blockquote>
<p>Far crescere la piantina di &#8220;initlabor&#8221;, nata qualche anno fa, farla fruttificare, farla diventare una sorta di &#8216;centro d&#8217;unione&#8217;, nella quale radunare questa cultura &#8220;sparpagliata&#8221; nel tempo e nello spazio, e da lì irraggiarla. In una parola: Ricomporre saperi<br />
<strong>La scuola oggi</strong><br />
La scuola, e non da oggi, alleva solo &#8220;animali&#8221; utili al sistema: in questo si è giunti, nell&#8217;epoca del &#8220;pensiero unico economico&#8221; &#8211; pensiero &#8220;debole&#8221; -  a livelli impensati.</p>
<blockquote><p>“Eric Fromm, profondo conoscitore dell&#8217;animo umano, sosteneva che ogni società, per sopravvivere, cerca di imporre a tutti i suoi membri il più alto grado di conformismo possibile, operando attraverso il sistema scolastico, gli apparati economici e produttivi e le istituzioni culturali, sociali e religiose.<br />
Tutto ciò, se da un lato può garantire la sopravvivenza della società, dall&#8217;altro finisce inevitabilmente col limitarne la capacità creativa e lo sviluppo.<br />
Queste due ultime condizioni dipendono, infatti, in larga misura dalla presenza di quegli “anticorpi” che sono caratteristici dell&#8217;azione di individui non-conformisti, ossia di tutti coloro che non intendono – per un motivo o per un altro – essere omologati e che rifiutano di muoversi come pecore all&#8217;interno del gregge&#8221;.<br />
[Elio Biancato].</p></blockquote>
<p>«…L’insegnamento meccanico e specializzato che lo studente riceve è così profondamente degradato (rispetto al vecchio livello della cultura generale borghese) […] perché le forze dominanti, cioè il sistema economico, esigono una fabbricazione massiccia di studenti incolti e incapaci di pensare (e di giullari che divertano e allietino &#8211; ben integrati in quella che è ‘Società dello spettacolo” &#8211; ndr).<br />
Che l&#8217;università sia diventata un&#8217;organizzazione &#8211; istituzionale &#8211; dell&#8217;ignoranza, che la cosiddetta &#8220;alta cultura&#8221; si vada decomponendo al ritmo della produzione in serie dei professori, che tutti questi professori siano degli imbecilli […] lo studente lo ignora e continua ad ascoltare rispettosamente i suoi maestri, con la volontà cosciente di perdere ogni spirito critico per meglio piombare nell&#8217;illusione mistica di essere diventato uno “studente”, uno che si dedica con serietà a farsi un’istruzione con la speranza che gli saranno rivelate le volontà supreme.<br />
[Della miseria dell’ambiente studentesco – Strasburgo – 1966 - l'avvio del '68 !!!]<br />
Nella &#8216;società liquida&#8217; scorgo finalmente germi di consapevolezza (e quindi di rigetto) di una modernità che ha reificato e parcellizzato ogni cosa, nel mentre perde di vista la totalità dell&#8217;Uomo.<br />
Negli studi del musicista, nel momento delicato della formazione, non esiste un luogo ove si possano ricomporre saperi separati, noi ci proviamo.<br />
Inoltre certi materiali girano solo tra i musicologi, a formazione avvenuta, &#8220;roba&#8221; da specialisti, insomma, mentre certe coordinate dovrebbero guidarlo sin dai primi passi: ne deriva una vera e propria necessità di &#8220;controeducare&#8221;, al fine anche di produrre necessaria consapevolezza.<br />
Peraltro, nella &#8220;società liquida&#8221;, nella Società dello spettacolo, apprendere un metodo e non solo sterili nozioni, diventa una necessità per la sopravvivenza.</p>
<h4>Infine:</h4>
<blockquote><p>«Je déteste deux choses: l&#8217;analyse, et le pouvoir».<br />
[Sviatoslav Richter]<br />
«Caminantes, no hai caminos, hai que caminar»<br />
[Chiostro del 1200]<br />
«Fa&#8217; ciò che devi, accada ciò che può»<br />
[precetto della Tradizione]</p></blockquote>
<p class="”citazione”">Joanne Maria Pini &#8211; <span style="color: #ff0000;">initlabor perchè</span> &#8211; maggio 2006</p>
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		<title>libri-approfondimenti</title>
		<link>http://www.initlabor.it/libri-approfondimenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 09:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfondimenti &#8211; per chi sia interessato o ne abbia necessità. &#160; Fabio Ciotti, Gino Roncaglia &#8211; Il mondo digitale &#8211; Introduzione ai nuovi media &#8211; Laterza http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&#038;Itemid=97&#038;task=schedalibro&#038;isbn=9788842059745]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Approfondimenti &#8211; per chi sia interessato o ne abbia necessità.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fabio Ciotti, Gino Roncaglia &#8211; Il mondo digitale &#8211; Introduzione ai nuovi media &#8211; Laterza</p>
<p>http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&#038;Itemid=97&#038;task=schedalibro&#038;isbn=9788842059745</p>
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		<title>libri-adottati</title>
		<link>http://www.initlabor.it/libri-adottati/</link>
		<comments>http://www.initlabor.it/libri-adottati/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 09:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>

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		<description><![CDATA[Libri adottati ATTENZIONE: DEVO AGGIORNARE ALL&#8217;A.A.  2013-14 Teoria Musicale &#8211; testo base: Loris Azzaroni &#8211; Canone infinito: lineamenti di teoria della musica &#8211; CLUEB http://www.libreriauniversitaria.it/canone-infinito-lineamenti-teoria-musica/ &#160; Informatica di Base &#8211; &#8220;Imparare facendo&#8221; -  tecniche necessarie: Ettore Bordieri, Giuliano Ciarambino, Roberto Dicorato, Alessandro Sala Multimedia per il programma ECDL &#8211; Audio, Video, Publishing  &#8211; McGraw-Hill http://www.informatica.mcgraw-hill.it/catLibro.asp?item_id=2739 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Libri adottati</strong></span></h3>
<p style="text-align: center;">
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ATTENZIONE: DEVO AGGIORNARE ALL&#8217;A.A.  2013-14<br />
</strong></span></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Teoria Musicale &#8211; testo base:</strong></span></p>
<p>Loris Azzaroni &#8211; Canone infinito: lineamenti di teoria della musica &#8211; CLUEB<br />
<a title="Un bellissimo libro, la 'base' per le nostre escursioni :-)" href="http://www.libreriauniversitaria.it/canone-infinito-lineamenti-teoria-musica/libro/9788849116779" target="_blank">http://www.libreriauniversitaria.it/canone-infinito-lineamenti-teoria-musica/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Informatica di Base &#8211; &#8220;<strong>Imparare facendo&#8221; </strong>-  tecniche necessari</span><span style="color: #ff0000;">e:</span></strong></p>
<p>Ettore Bordieri, Giuliano Ciarambino, Roberto Dicorato, Alessandro Sala<br />
Multimedia per il programma ECDL &#8211; Audio, Video, Publishing  &#8211; McGraw-Hill<a title="Tecniche di base assolutamente necessarie!" href="http://www.informatica.mcgraw-hill.it/catLibro.asp?item_id=2739" target="_blank"></p>
<p>http://www.informatica.mcgraw-hill.it/catLibro.asp?item_id=2739</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Scrittu</span><span style="color: #ff0000;">re</span><span style="color: #ff0000;">:</span></strong></p>
<p>Luisa Carrada  &#8211; Il mestiere di scrivere &#8211; Apogeo<br />
<span> <a class="smarterwiki-linkify" href="http://www.mestierediscrivere.com/index.php/indice_libro/">http://www.mestierediscrivere.com/index.php/indice_libro/</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> Informatica Umanistica &#8211; Fondamenti</strong></span><strong><span style="color: #ff0000;">:</span></strong></p>
<p>Fabio Brivio &#8211; l&#8217;Umanista Informatico &#8211; Apogeo<br />
<span> <a class="smarterwiki-linkify" href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850311002/scheda">http://www.apogeonline.com/libri/9788850311002/scheda</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Cercare in Rete:</strong></span></p>
<p>Fabio Brivio &#8211; Trovare su Internet &#8211; Apogeo<br />
<span> <a class="smarterwiki-linkify" href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850330287/scheda">http://www.apogeonline.com/libri/9788850330287/scheda</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Organizzare l&#8217;Informazione:</strong></span></p>
<p>Luca Rosati &#8211; Architettura dell&#8217;informazione &#8211; Apogeo<br />
<span> <a class="smarterwiki-linkify" href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850326686/scheda">http://www.apogeonline.com/libri/9788850326686/scheda</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Diritto d&#8217;autore e contemporaneità ineludibile:</span></strong></p>
<p>Simone Aliprandi &#8211; Apriti standard! &#8211; Ledizioni<br />
<span> <a class="smarterwiki-linkify" href="http://www.aliprandi.org/apriti-standard/">http://www.aliprandi.org/apriti-standard/</a></span><br />
(disponibile anche in formato eBook)</p>
<p>&#8212;</p>
<p>per il resto sto ancora decidendo e valutando testi nelle tematiche oggetto del mio Corso&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>link-rilevanti-web</title>
		<link>http://www.initlabor.it/link-rilevanti-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 15:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.italianalistapart.com/ &#8220;La vita di questo web: idee emergenti, topic di riflessione, opinioni e provocazioni. Aspetti legali e sociali della creazione e della pubblicazione sul web. Innovazioni ed abusi, libertà e restrizioni. Brevetti e copyright. Trends versus punti di rottura. Tutte le cose incasinate che succedono al di fuori dei vostri progetti&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://www.italianalistapart.com/</p>
<p>&#8220;La vita di questo web: idee emergenti, topic di riflessione, opinioni e provocazioni. Aspetti legali e sociali della creazione e della pubblicazione sul web. Innovazioni ed abusi, libertà e restrizioni. Brevetti e copyright. Trends versus punti di rottura. Tutte le cose incasinate che succedono al di fuori dei vostri progetti&#8221;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Informatica Umanistico-Musicale</title>
		<link>http://www.initlabor.it/informatica-umanistico-musicale-ium/</link>
		<comments>http://www.initlabor.it/informatica-umanistico-musicale-ium/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 16:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Humanities]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica umanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica Umanistico-Musicale - Cantiere]]></category>
		<category><![CDATA[Manifesto delle Digital Humanities]]></category>

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		<description><![CDATA[di cosa stiamo parlando &#160; Una definizione univoca, precisa ed esaustiva di Informatica Umanistica non può esistere – se non in una forma molto semplice e generale, come nella Wikipedia &#8211; http://it.wikipedia.org/wiki/Informatica_umanistica: “L&#8217;Informatica umanistica, in inglese Humanities Computing o Digital Humanities, è un campo di studi, ricerca, insegnamento che nasce dall&#8217;unione di discipline umanistiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>di cosa stiamo parlando</h3>
<p><a href="http://www.initlabor.it/wp-content/uploads/2012/04/schema-IUM-perWP.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-162" title="schema-IUM-perWP" src="http://www.initlabor.it/wp-content/uploads/2012/04/schema-IUM-perWP.jpg" alt="schema-IUM" width="450" height="285" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una definizione univoca, precisa ed esaustiva di Informatica Umanistica non può esistere – se non in una forma molto semplice e generale, come nella Wikipedia &#8211; <a title="http://it.wikipedia.org/wiki/Informatica_umanistica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Informatica_umanistica" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Informatica_umanistica</a>:</p>
<blockquote><p>“L&#8217;Informatica umanistica, in inglese Humanities Computing o Digital Humanities, è un campo di studi, ricerca, insegnamento che nasce dall&#8217;unione di discipline umanistiche e informatiche. Comprende ricerca, analisi e divulgazione della conoscenza attraverso i media informatici. Oltre ad avere una solida formazione umanistica, chi studia Informatica Umanistica sa trattare contenuti culturali con gli strumenti informatici appropriati.</p>
<p>Data la caratteristica di interdisciplinarità dell&#8217;informatica umanistica, fra gli esperti del settore sono compresi ricercatori e docenti delle discipline umanistiche (storia, filosofia, linguistica, letteratura, arte) e di linguistica computazionale, specialisti e studiosi di editoria elettronica, produzione multimediale, grafica e analisi di dati.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di molti ricercatori nell&#8217;informatica umanistica è quello di integrare la tecnologia nelle proprie attività didattiche”.</p></blockquote>
<p>Semplicemente perché può avere infinite ‘declinazioni’ – tante sono le discipline nelle quali può essere implementata. E’ una ‘disciplina’ in progress – è un fantastico e utile campo di Ricerca.</p>
<p>E’ consolidata, negli ambienti universitari. Lo studente del Conservatorio è escluso da questo, mentre sarebbe utile come una materia ‘trasversale’ al pari di Teoria e solfeggio, Teoria e analisi, Storia della musica, terreni elettivi di applicazione ed esercitazione. Utilizzo consapevole della Tecnologia, anche per autopromuoversi.</p>
<p>Vi è inoltre oggi qualcosa che spesso è in grado di offrire posti di lavoro: si tratta delle cosidette “doppie competenze” – terreno che il Conservatorio dovrebbe coltivare.</p>
<p>Informatici che conoscono la Musica – e Musicisti che conoscono l’Informatica rappresentano un settore che il Conservatorio di Milano sarebbe particolarmente adatto a produrre, in virtù anche della Convenzione stipulata con UniMi, ma rimasta ‘lettera morta’.</p>
<p>I Conservatori sono “organismi” del tutto inadatti a vivere nel mondo d’oggi: qualsiasi organismo che non si trasforma è destinato a perire. I Conservatori stanno “regalando” una infinità di Corsi che potrebbero tenere al meglio, a ‘entità private’. Questa è una opportunità per iniziare ad ‘aprirsi’.</p>
<h4>Informatica Umanistico-Musicale &#8211; nelle mie intenzioni</h4>
<h3>COSA E’</h3>
<p>Qualcosa di ‘vivo’ e ‘in progress’ – nulla di noisamente ‘akkademico’ &#8211; agile ed elastico, adattabile anche alle singole esigenze dello studente.<br />
In Conservatorio c’è tutto da sperimentare, e &#8216;muffa&#8217; da levare&#8230;<strong><br />
</strong></p>
<p>Qualcosa che possa ‘aprire la testa’ agli studenti – metodo – secondo Morin: “Meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”.</p>
<p>La ricerca e la validazione di “materiali” forniti dalla Rete, il loro consapevole utilizzo a diversi fini, dallo studio, alla redazione di Tesi.</p>
<p>E’ un corso nel quale si impara anche a “scrivere” in italiano, in relazione al fine e/o al mezzo utilizzato (da una Tesina a un Blog) anche a fini di Comunicazione.</p>
<p>E’ un corso nel quale si apprende cosa sia il concetto di ‘convergenza’ digitale, come abbia cambiato le nostre vite, cosa abbia reso possibile, e ad utilizzarlo consapevolmente.</p>
<p>Il territorio di esercitazione ideale è per il Conservatorio la Teoria e analisi Musicale e la Storia della Musica, con la Musicologia.</p>
<p>E’ un laboratorio nel quale si “impara facendo” – Laboratorio &#8211; anche mediante la realizzazione di Tesine e Tesi – sotto il mio “tutoraggio”.</p>
<p>E’ un terreno fecondissimo di contaminazioni e ricerca: basti pensare la realizzazione di Tesine “incrociando” le Neuroscienze e la Percezione Musicale, con realizzazioni ‘Multimediali’…</p>
<h3>COSA NON E’</h3>
<p>Non è un corso di ‘alfabetizzazione informatica’- servirebbe un corso apposito.</p>
<p>Non si occupa di archivi e digitalizzazione di archivi &#8211; servirebbe un corso apposito – magari nell’ambito della Convenzione con UniMI</p>
<p>Non si occupa di linguaggi di programmazione (se non per qualche bussola orientativa storico-culturale) &#8211; servirebbe un corso apposito – magari nell’ambito della Convenzione con UniMI.</p>
<p>Ho ipotizzato la Materia, acronimo, IUM in un Anno Sabbatico &#8211; 2006 &#8211; come intersezione-sovrapposizione tra la Informatica Umanistica e quella Musicale &#8211; qualcosa di pensato per le necessità del Conservatorio di oggi – la cui sintesi dalla Relazione completa si trova qui:</p>
<p><a title="http://www.initlabor.net/cantiere/jmp-ium.html" href="http://www.initlabor.net/cantiere/jmp-ium.html" target="_blank">http://www.initlabor.net/cantiere/jmp-ium.html</a></p>
<h4>Un estratto ‘adattato’ dalla pagina in Rete:</h4>
<h5>Approntare scenari:</h5>
<p>Il livello di conoscenze [musicali, per non dire di informatica di base] negli alunni del Conservatorio appare &#8220;non eccelso&#8221;, con rare eccezioni: in genere non sono in grado di &#8216;cercare&#8217; [neppure in biblioteca], &#8216;valutare&#8217; le fonti e poi realizzare una ricerca-tesina nei modi necessari oggi. Cosa non solo utile ma anche necessaria anche ai fini della attività lavorativa. Il livello di Cultura musicale è desolatamente basso: NON ascoltano musica, né in privato né in Conservatorio [oppure usano auricolari ed MP3]; per cui urgerebbe un lavoro organico mediante ascolti, nell&#8217;istituzione, in primis delle composizioni analizzate, con raffronti tra diverse interpretazioni relate al contenuto musicale individuato, [anche - forse soprattutto] all&#8217;interno della mia materia.</p>
<p>Un punto fondamentale oggi, in evidente dipendenza dalle possibilità tecnologiche e dalla sterminata massa di informazione disponibile, è organizzare la Conoscenza, assieme all&#8217;apprendere strumenti di studio e di ricerca [più Metodo che Merito] che confluiscano operativamente [anche nelle modalità degli esami] in capacità espressivo-comunicative adeguate utilizzabili nel contesto della futura vita lavorativa.</p>
<p>Il tutto supportato da un Laboratorio: <strong><span style="color: #ff0000;">sapere-fare-saper fare</span></strong> [Luca Toschi]</p>
<h5>Cantiere:</h5>
<p>• Organizzare la Conoscenza [quale 'ipertestualità' ? concetto e storia della medesima].<br />
• Scrittura testuale [realizzazione Tesine-Tesi-Ricerche]<br />
• Realizzazione di Tesi e Tesine multimediali.<br />
• Strumenti per la condivisione [CmapTool - Wiki - Mailing list]<br />
• Strumenti di ricerca [motori di ricerca - risorse in Rete - Biblioteconomia]<br />
• Ricerca della musica &#8211; MIR [Music Information Retrieval<br />
• Strumenti di consapevolezza [validazione risorse]<br />
• Strumenti di espressione [come si scrive - come si comunica - basi del web]<br />
• Strumenti di produzione [applicativi e integrazione dei medesimi]<br />
• Strumenti per la &#8216;Rappresentazione della Conoscenza&#8217;<br />
• Strumenti per la classificazione della Conoscenza – AI &#8211; Architettura dell’informazione<br />
• Strumenti per lo studio<br />
• Editing audio e video livello basico.<br />
• E&#8217; anche un Laboratorio.<br />
• E&#8217; anche &#8216;Tutoraggio tesi&#8217;.<br />
E&#8217; soprattutto un Work in Progress&#8230;<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
&#8230;</p>
<h4>Lasciamo parlare gli studenti:</h4>
<p>questo ‘Manifesto’ (detto &#8216;dei Triennalisti americani&#8217;) è segnalato da importanti siti italiani dedicati alla Materia &#8211; qui l&#8217;originale:</p>
<p>Da <a title="http://humanistica.ualberta.ca/who-we-are/bloomsburg-u-undergraduate-manifesto-on-digital-humanities/" href="http://humanistica.ualberta.ca/who-we-are/bloomsburg-u-undergraduate-manifesto-on-digital-humanities/" target="_blank">http://humanistica.ualberta.ca/who-we-are/bloomsburg-u-undergraduate-manifesto-on-digital-humanities/</a></p>
<h3>Il manifesto</h3>
<blockquote><p>Siamo un gruppo di quattordici studenti laureati alla Bloomsburg University of Pennsylvania, iscritti ad un corso avanzato – introduzione all’umanistica digitale.<br />
Come nostro esame finale, in accordo coi temi che abbiamo studiato, siamo stati ispirati – e fortunatamente incoraggiati e autorizzati – a stilare la bozza di un manifesto, per il progetto 4Humanities.</p>
<h5>L’UMANISTICA DIGITALE CI HA CAMBIATO</h5>
<p>Noi crediamo che insegnare l’umanistica digitale nei corsi di laurea inferiori sia veramente importante. I laureati delle università di oggi fanno parte di una unica, nuova generazione. Tutti i giorni siamo immersi in questo nuovo clima, circondati dalla digitalizzazione del mondo, e tuttora la maggior parte degli studenti probabilmente sa molto poco degli studi attuali dell’umanistica digitale.</p>
<p>Sta venendo fatto così poco per integrare la tecnologia nelle nuove pratiche pedagogiche. Insegnare l’umanistica digitale agli studenti universitari può portare grandi benefici poiché dà una visione non solo sulle scienze umanistiche ma anche sul modo in cui la tecnologia ha cambiato il nostro mondo e sulla maniera in cui noi possiamo cambiare con lui. Sebbene non necessariamente che lo studio dell’umanistica digitale trasformerà gli studenti in eruditi studiosi, lo stesso potrà spronarli a rendere il loro lavoro un po’ più proficuo.</p>
<p>Lo studio umanistico è una forma d’arte, e se questo non è trasmesso alla prossimo generazione, utilizzando i nuovi strumenti cui ci siamo abituati e che possono essere usati facilmente, questa forma d’arte andrà perduta.</p>
<p>Come una delle poche classi di umanistica digitale dei corsi di laurea, noi riteniamo che tutti gli studenti necessito di avere la possibilità di fare questa esperienza e di mostrare alla comunità degli umanisti digitali il contributo che possiamo apportare. L’insegnamento dell’umanistica digitale agli studenti apre un mondo di innovazione che migliorerà gli studi umanistici.</p>
<p>(<em>Traduzione italiana a cura di  Alberto Beretta</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Manifesto delle Digital Humanities</h3>
<p><a title="http://tcp.hypotheses.org/482" href="http://tcp.hypotheses.org/482" target="_blank">http://tcp.hypotheses.org/482</a></p>
<p>26 mars 2011 &#8211; (Marin Dacos)</p>
<p><strong>Contesto</strong></p>
<p>Noi, attori o osservatori delle Digital Humanities, ci siamo riuniti a Parigi in occasione del THATCamp dal 18 al 19 maggio 2010.<br />
Nel corso di queste due giornate abbiamo discusso, dibattuto, riflettuto insieme su ciò che sono le Digital Humanities (Umanistica Digitale) e abbiamo tentato d’immaginare e d’inventare quello che potrebbero diventare in futuro. A conclusione di queste due giornate, che rappresentano solo una delle prime tappe di un percorso, proponiamo alle comunità di ricerca e a tutti coloro che partecipano alla creazione, alla pubblicazione, alla valorizzazione o alla conservazione dei saperi un manifesto delle Digital Humanities.</p>
<p><strong>I. Definizione</strong></p>
<p>1. La svolta digitale della società esplora e modifica le condizioni di produzione e di diffusione dei saperi.</p>
<p>2. Secondo noi, le Digital Humanities riguardano l’insieme delle Scienze umane e sociali, delle Arti e delle Lettere. Le Digital Humanities non fannotabula rasa del passato.<br />
Si appoggiano, al contrario, sull’insieme dei paradigmi, dei saperi e delle conoscenze proprie di queste discipline, mobilitando gli strumenti e le prospettive peculiari del digitale.</p>
<p>3. Le Digital Humanities designano una “interdisciplina” che include metodi, dispositivi e prospettive euristiche legate al digitale nel campo delle Scienze umane e sociali.</p>
<p><strong>II. Situazione</strong></p>
<p>4. Constatiamo:<br />
- che da mezzo secolo a questa parte si sono moltiplicate le sperimentazioni digitali nel campo delle Scienze umane e sociali digitali;<br />
- che, negli ultimi tempi, sono apparsi dei centri di Digital Humanities, che sono tutti, attualmente, dei prototipi o dei luoghi d’applicazione specifica di un approccio metodologico delle Digital Humanities;<br />
- che il digitale induce delle esigenze tecniche più forti e perciò delle implicazioni economiche per la ricerca; che questi vincoli sono un’opportunità per fare evolvere il lavoro collettivo;<br />
- che esiste un certo numero di metodi sperimentati, ma che essi non sono conosciuti e condivisi allo stesso modo da tutti;<br />
- che esistono diverse comunità particolari nate dall’interesse per pratiche, strumenti o oggetti trasversali (codifica delle fonti testuali, sistemi d’informazione geografica, lessicometria, digitalizzazione del patrimonio culturale, scientifico e tecnico, cartografia del web, ispezione dei dati, 3D, archivi orali, arti e letterature digitali e ipermediatiche, etc.) e che queste comunità stanno formando il campo delle Digital Humanities.</p>
<p><strong>III. Dichiarazione</strong><br />
5. Noi, attori delle Digital Humanities, costituiamo una comunità di pratica ad accesso libero, che agisce in modo solidale, aperto e accogliente.<br />
6. Siamo una comunità senza confini. Siamo una comunità multilingue e multidisciplinare.<br />
7. Abbiamo come obiettivo il progresso della conoscenza, il rafforzamento della qualità della ricerca nelle nostre discipline, e l’arricchimento del sapere e del patrimonio collettivo, anche al di là della sfera accademica.<br />
8. Invochiamo l’integrazione della cultura digitale nella definizione della cultura generale del XXI secolo.</p>
<p><strong>IV. Orientamenti</strong><br />
9. Lanciamo un appello per il libero accesso ai dati e ai metadati. Questi ultimi devono essere documentati e interoperabili sia tecnicamente che concettualmente.<br />
10. Siamo favorevoli alla diffusione, alla circolazione e al libero arricchimento dei metodi, del codice, dei formati e dei risultati della ricerca.<br />
11. Facciamo appello per l’inserimento della formazione in Digital Humanities nell’ambito delle Scienze umane e sociali, nelle Arti e nelle Lettere.<br />
Invochiamo allo stesso tempo la nascita di titoli accademici specifici per le Digital Humanities e lo sviluppo di formazioni professionali ad essi dedicate.<br />
Auspichiamo, infine, che queste competenze siano prese in considerazione nel reclutamento professionale e nell’evoluzione delle carriere.<br />
12. Ci impegniamo a costruire un vocabolario comune e una competenza collettiva grazie alla collaborazione di tutti gli attori. Tale competenza collettiva aspira a diventare un bene comune. Costituisce un’opportunità scientifica, ma anche un’opportunità d’inserimento professionale, in tutti i settori.<br />
13. Ci auguriamo di partecipare alla definizione e alla diffusione di buone pratiche scaturite dal dibattito e dal consenso delle comunità coinvolte; tali pratiche corrispondono a dei bisogni disciplinari e interdisciplinari riconosciuti e devono poter evolvere. L’apertura fondamentale delle Digital Humanitiesassicura un approccio pragmatico di protocolli e di visioni, che mantengono il diritto alla coesistenza di metodi diversi e concorrenti per favorire l’arricchimento della riflessione e delle pratiche.<br />
14. Facciamo appello alla costruzione di ciberinfrastrutture evolutive che rispondano a bisogni reali.<br />
Queste ciberinfrastrutture si costruiranno in modo iterativo e saranno basate sull’identificazione di metodi ed approcci sperimentati ed approvati dalle comunità di ricerca.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>(Traduzione a cura di  Daniela Seidita)</em></span><br />
Pubblicato in : THATCamp Paris 2010, Digital humanities, Manifeste des Digital humanities</p></blockquote>
<address>Joanne Maria Pini &#8211; <strong><em>Di cosa stiamo parlando</em></strong> &#8211; aprile 2012</address>
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		<title>Visione</title>
		<link>http://www.initlabor.it/visione/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 15:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joanne</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTIERE]]></category>

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		<description><![CDATA[Visione Riporto &#8211; provvisorimente &#8211; la VISIONE dal vecchio sito &#8211; via via la integrerò con quanto riguarda la specifica Informatica Umanistico-Musicale. Non cominceremo dal particolare (come normalmente usano i musicisti per loro formazione); al contrario, cominceremo dagli aspetti generali e casomai avvicineremo in seguito i dettagli.La musica è l&#8217;unica disciplina in cui non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Visione</h3>
<p>Riporto &#8211; provvisorimente &#8211; la VISIONE dal vecchio sito &#8211; via via la integrerò con quanto riguarda la specifica Informatica Umanistico-Musicale.</p>
<blockquote><p>Non cominceremo dal particolare (come normalmente usano i musicisti per loro formazione); al contrario, cominceremo dagli aspetti generali e casomai avvicineremo in seguito i dettagli.La musica è l&#8217;unica disciplina in cui non è stato finora adottato alcun metodo globale per l&#8217;apprendimento. Ciò basta a spiegare l&#8217;isolamento e lo sradicamento culturale dei musicisti e del loro ambiente.L&#8217;insegnamento della musica procede per somma di nozioni elementari e per somma di materie scolastiche non integrate fra loro.Di conseguenza, la tecnica dei musicisti si limita alla conoscenza della grammatica musicale, ed è il livello più alto che essi possano raggiungere.<br />
Un livello comunque troppo lontano da qualsiasi problema costruttivo e di significato.Ecco perché, nell&#8217;accostarci alla musica, siamo tutti assetati di sintassi e di idee, cose dalle quali i musicisti si astengono per secolare condizionamento.Oggi sappiamo che la nostra percezione procede dal generale al particolare. E&#8217; dunque indispensabile che anche l&#8217;analisi musicale risulti coerente col funzionamento della mente umana.Non si tratta qui di istituire forzosi parallelismi: il fatto è che dalla somma dei particolari non si arriverà mai alla visione d&#8217;insieme.D&#8217;altronde la visione d&#8217;insieme non può mancare. La sua assenza toglie significato a qualsiasi attività umana.<br />
Anzi dobbiamo dire: la cultura stessa nasce dalla facoltà di generalizzare.</p>
<p>da  Salvatore Sciarrino &#8211; Le figure della musica.</p></blockquote>
<h3>Filosofia del sito</h3>
<p>23 aprile 2006</p>
<p>Prima della didattica viene la genetica.<br />
Prima della didattica viene la pedagogia.<br />
La pedagogia deve infondere Eros.<br />
La pedagogia &#8216;occidentale&#8217; ha fallito perché si rivolge fondamentalmente all&#8217;esterno e non all&#8217;interno, non insegna a &#8216;Conoscere se stessi&#8217;.<br />
Prima della &#8216;professionalità&#8217; viene l&#8217;Identità, connessa alla Maestria.<br />
Non si può studiare senza sudore e senza amore.<br />
La tradizione della Bottega rinascimentale, cui si è sempre attenuto il Conservatorio, è il modello perfetto per il nostro genere di studi.<br />
La Musica deve coinvolgere Cuore-Corpo-Cervello, o non è Musica [vedi Armonia celeste e dodecafonia - di Andrea Frova].<br />
Come un alunno può scegliersi i suoi insegnanti, così un  insegnante dovrebbe potersi scegliere i suoi alunni. Ma questo è un sogno.</p>
<h3>***</h3>
<p>La tecnologia, lasciata a sé sola, produce più problemi che benefici.<br />
La tecnologia informatica contiene &#8216;lati oscuri&#8217; che bisogna conoscere ed affrontare.<br />
La tecnologia, per essere integrata in una materia &#8216;umanistica&#8217;; necessita di bussole salde e di molte valutazioni.<br />
La &#8216;ragione&#8217;, da sola, genera quei mostri che sono sotto gli occhi di tutti.<br />
Il pensiero che discende dalla Tradizione è Uno, Universale ed Eterno, e non fa distinzione tra Occidente e Oriente.<br />
Il pensiero nato in Occidente come in Oriente (da Platone a Sun Tzu, dai pre-socratici a Confucio e Lao Tse) attorno al 500 a.c. è tuttora insuperato, per cui non si scopre MAI nulla di nuovo.<br />
&#8220;Le novità si ottengono arrangiando in maniera inedita le cose del passato &#8221; Jacques Monod</p>
<h3>***</h3>
<p>“Sempre la pratica dev’esser edificata sopra la bona teorica”</p>
<p>“Quelli che s’innamoran di pratica senza scienzia<br />
son come ‘l nocchier ch’entra in navilio sanza timone o bussola,<br />
che mai ha certezza dove si vada”<br />
Leonardo da Vinci</p>
<h3>***</h3>
<blockquote><p>Jaques Chailley &#8211; Incipit di “Eléments de philologie musicale:</p>
<p>“Mes élèves n&#8217;ont pas besoin d&#8217;étudier le langage du passé.<br />
Maintenant qu&#8217;ils écrivent atonal, le reste ne les interesse plus”<br />
[Un professeur officiel de compositiion à l'auteur de ce traité].<br />
“Vous avez jus&#8217;à 25 ans pour assimiler ce que vos ainés ont mis 10.000 ans à trouver, et le reste de votre vie pour y ajouter votre apport personnel,<br />
si jamais vous y parvenez”<br />
A ceux qui se reconnaitrent dans la premère citation, ce livre est fortemente déconseillé. A tous ceux qui, comme l&#8217;auteur, ont confiance dans la seconde, il est très cordialmente dédié.</p></blockquote>
<h4>A questi secondi io dedico questo sito.</h4>
<p>Senza dimenticare che:</p>
<blockquote><p>Sosteniamo che la bellezza di un&#8217;opera d&#8217;arte resterà sempre misteriosa, che cioé non si potrà mai verificare esattamente &#8220;come (essa) sia fatta&#8221;.<br />
Riserviamo, a tutti i costi, questa magia particolare alla musica.<br />
Per sua essenza essa è più suscettibile a contenerne più d&#8217;ogni altra arte.<br />
Debussy &#8211; 1913</p></blockquote>
<h3>***</h3>
<p>Joanne Maria Pini -  Filosofia del sito &#8211; Visione &#8211; novembre 2006.</p>
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